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Facebook e la pubblicità digitale

Marketing e Facebook

Nonostante stia accusando qualche battuta d’arresto tra i più giovani, Facebook se la cava benissimo in quanto a vendite pubblicitarie. Secondo i dati forniti dall’azienda statunitense infatti, l’advertising mobile adesso costituisce il 69% del suo business pubblicitario, e nell’ultimo trimestre, ha superato i 2,5 miliardi di dollari. I numeri parlano di vendite di annunci per un totale di 3,6 miliardi di dollari. Per quanto riguarda gli utenti, sono 1,4 miliardi quelli attivi ogni mese, 890 milioni invece visitano il social network quotidianamente.
L’app  di Facebook ha ben 745 milioni di utenti al giorno, mentre Messenger 526 milioni mensili. Da segnalare i video che hanno raggiunto la ragguardevole quota di 3 miliardi di visualizzazioni al giorno, triplicando rispetto a settembre 2014. Secondo quanto affermato da Sheryl Sandberg, COO di Facebook, si tratta di “un formato prediletto dal marketing per costruire un legame emotivo con i marchi”, anche se alla base c’è la scelta del pubblico: se gli utenti non fossero i primi a produrre e condividere video, le clip pubblicitarie nel News Feed risulterebbero quanto meno fuori luogo. Insomma, dati molto positivi per la società di Menlo Park, Facebook infatti, è secondo solo a Google per quanto riguarda il settore pubblicitario digitale e il suo volume d’affari rappresenterà il 10% di tutte le vendite di annunci digitali nell’anno in corso.

Google e le informazioni mediche!

Google Ricerca informazioni mediche

Diciamo la verità, internet ha reso tutti noi un po’ più ipocondriaci. Lo dimostra il fatto che sul motore di ricerca di Mountain View, una ricerca su venti ha come oggetto la salute e le sue complicanze. Bene! Secondo quanto dichiarato dal Product Manager di Google, Prem Ramaswami, le ricerche online su argomenti relativi alla salute, da ora in avanti, mostreranno risultati rilevanti e dati medici verificati sulla pagina di ricerca integrati con la funzionalità Knowledge Graph. Se un utente, ad esempio, cerca un argomento come “congiuntivite”, la pagina proporrà tutti i dettagli, come i sintomi, i trattamenti, l’incidenza del fattore età e indicherà se la condizione è contagiosa. Google ha detto di aver lavorato con un team di medici della Mayo Clinic per rendere attendibili i dati. La società di Mountain View, tuttavia, ha specificato che i risultati della ricerca non possono e non devono essere considerati consigli medici e che, in caso di problemi di salute, è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia.

Il tuo sito supporta il protocollo HTTPS?

Dominio https1

Hackers, password rubate, soldi prelevati indebitamente. Altro? Ah certo,  siti che vanno in crash e non sono più raggiungibili. Problemi di cui Google è a conoscenza e, proprio per questo, le cose potrebbero cambiare in un futuro non troppo lontano. Certo, pubblicare nel proprio sito contenuti di qualità, è e sarà ancora uno dei fattori più importanti per ottenere un buon posizionamento nel ranking. Da Mountain View però, fanno sapere che in un prossimo futuro la sicurezza dei nostri domini potrebbe diventare un fattore decisivo per mantenere una posizione rilevante su Google.  In che modo? Secondo quanto spiegato dai Google Trends Analysts, Zineb Ait Bahajji e Gary Illyes, Google vorrebbe incoraggiare i proprietari dei domini a proteggere il loro sito con il protocollo HTTPS, per garantire la sicurezza dei visitatori. Per chi non lo sapesse, HTTPS è quel protocollo usato nella maggior parte dei siti di e-commerce per proteggere gli acquisti fatti dagli utenti. In pratica, il protocollo crea un canale di comunicazione criptato tra il tuo computer e il server dove stiamo per concludere un acquisto. La criptazione avviene attraverso uno scambio di certificati che dovrebbe garantire la sicurezza dei dati trasferiti.